Caro Amerigo Fiumara
mi giunge particolarmente gradita la tua pubblicazione "IL P.S.I.U.P Francavilla prima e dopo ('50-79)" che descrive con estrema accuratezza le condizioni di vita e gli atteggiamenti di anni lontani, di cui il tempo ha dissolto via via i tratti e il tepore. Riporti nomi, dettagli certamente minuti, ma importanti nell'universo di un paese che costituiva ancora comunità. Ricordo quando nell'agosto del '74 registrai assieme a voi tanti canti popolari e ricordo anche la progettualità e le speranze che allora nutrivamo di un tempo diverso, di una Calabria diversa. Nonostante il nostro impegno, queste speranze non si sono realizzate e la società attuale sembra fortemente dominata da valori competitivi e predatori mentre il tessuto connettivo della nostra realtà è sempre più erosa da fenomeni di disgregazione che a volte sembrano irreversibili. Non è capace di opporsi a tutto questo un ceto politico prevalentemente mediocre, che tranne qualche eccezione si mostra più che altro interessato a perpetuare il proprio potere locale e la propria sopravvivenza politica. Mi rendo conto che questo può apparire una generica lamentazione di chi, anche per ragioni anagrafiche, è indotto a esaltare un'improbabile buon tempo antico, ma credo che nè l'età nè il timore di apparire patetico esaltatore del passato debbono appannare la lucidità del nostro sguardo sulla vita contemporanea o la veemenza della nostra denuncia. Riprendendo il titolo di un libro del nostro Corrado Alvaro, ripeterei che "il nostro tempo e la speranza", ne proporrei la modifica in: il nostro tempo è la speranza. Ribadisco cioè che dalla visione del qui e dell'ora può partire lo slancio per ritrovare ancora un impegno, una nuova speranza.
Il tuo libro, caro Amerigo Fiumara, può contribuire efficacemente a questo processo e perciò condivido con te l'opportunità di una sua nuova edizione.
Cordialmente
Luigi M. Lombardi Satriani
sei capitoli
- ___________________________________________________________________________________________________________________________
- Biografia
- Il libro "Il P.S.I.U.P. - Francavilla prima e dopo ('50-79)"
- Hanno detto e scritto del libro
- La presentazione del libro a Francavilla Angitola
- Interviste
- Articoli giornalistici
- Rappresentanze Istituzionali
- Opere realizzate
- Eventi organizzati
- Work in progress
- 50° PSIUP - Bologna
- _____________________________________________________________________________________________________________________
venerdì 25 aprile 2014
lunedì 27 gennaio 2014
PRIMA MANIFESTAZIONE ARTISTICA DEL TALENTO FRANCAVILLESE
L’Amministrazione Comunale – Assessorato Alla Cultura
nel fare propria l’iniziativa del nostro compaesano Amerigo Fiumara, finalizzata all’esaltazione del talento artistico dei Francavillesi, per veicolarlo e diffonderlo attraverso la pubblicazione di un ALBUM, con allegati: FOTO, DVD e CD, e la creazione di apposito sito web,
ORGANIZZA
la 1a MANIFESTAZIONE ARTISTICA DEL TALENTO FRANCAVILLESE
a cui potranno partecipare tutti i Francavillesi, nativi, di origine o acquisiti, che, per professione o a semplice livello dilettantistico–amatoriale, coltivano le proprie capacità espressive nelle varie forme artistiche, artigianali, letterarie, musicali, ecc.
La partecipazione, aperta a tutti, è assolutamente gratuita e può avvenire attraverso una semplice iscrizione, preferibilmente entro il 31/3/2014, previa compilazione di apposita scheda, distribuita dagli uffici comunali anche on-line. E’ possibile partecipare per più di una espressione artistica.
I partecipanti alla manifestazione potranno presentare un massimo di tre lavori, per ogni forma d’arte cui sono iscritti, entro la data del 15/5/2014.
La prima fase della manifestazione si svolgerà a cavallo dei mesi di maggio e giugno 2014. Una giuria qualificata sceglierà, per ogni partecipante, le opere da inserire nell’album ricordo assieme al profilo dell’autore ed alla foto di gruppo. Le opere scelte saranno donate al Comune che le esporrà in apposito museo, anche on-line. L’ALBUM sarà pubblicato a cura e spese dell’Amministrazione Comunale, in sintonia con il promotore dell’iniziativa .
La seconda fase della manifestazione si svilupperà Venerdi 8 Agosto 2014, allorquando sarà
riproposta nella forma di MOSTRA-MERCATO-SPETTACOLO, con l’esposizione libera di più lavori e l’esibizione degli artisti. Nell’occasione sarà presentato l’album e reso altresì fruibile il museo, previa cerimonia di inaugurazione. Sarà inoltre presentato al pubblico il sito web ove i talenti del nostro paese potranno trovare rilevanza planetaria e veicolare i loro lavori artistici.
ELENCO DELLE ESPRESSIONI ARTISTICHE:
Disegno
Murales
Pittura
Scultura
Ceramica
Terracotta
Vetro artistico
Legno intagliato
Ferro battuto
|
Metalli e
Pietre preziosi
Pelletteria
Cartapesta
Plastica
Oggettistica
Restauro
Fotografia
Coreografia
|
Scenografia
Cortometraggio
Musica
Videoclip
Brevetti
Modellismo
Poesia
Letteratura
Trucco
|
Acconciature
Arte gastronomica
Liuteria
Miniature
Ricamo
Uncinetto
Maglia
Seta
Telaio
|
Moda
Costumi
Presepi artistici e Arte sacra
Arte con materiali da riciclo
Vignettistica
Altro
|
Si invitano, pertanto, tutti i cittadini, specie nelle forme associate a livello culturale e quanti gestiscono siti informatici, a prodigarsi per la più ampia diffusione dell’iniziativa onde consentire la massima partecipazione degli artisti.
L’Ordine degli Architetti di VV ha assicurato il sostegno e la collaborazione all’evento,
saranno coinvolti anche Enti, Istituzioni Scolastiche ed Associazioni.
E’ sollecitato ed auspicato, inoltre, l’impegno diretto ed attivo nell’organizzazione dell’evento, da parte degli stessi artisti partecipanti, per quanto concerne la pubblicità, i servizi fotografici, le riprese audio video, l’allestimento del museo e della mostra mercato, l’organizzazione dello spettacolo, la creazione del sito internet, la stesura di un questionario per la raccolta dati, ecc.
Maggiori dettagli saranno forniti nell’incontro pubblico che si terrà il giorno ___________ , durante il quale potranno essere accolti suggerimenti per una migliore e partecipata organizzazione e, quindi, riuscita della Manifestazione.
Francavilla Angitola, li 27-01-2013
IL SINDACO
Avv. Antonella Bartucca
COMUNE DI FRANCAVILLA ANGITOLA
(Vibo Valentia)
89815 - Piazza Solari, Tel 0968-722068 - Fax 0968-722668
email: comunefrancavilla@tin.it
www.comune.francavillaangitola.vv.it
SCHEDA DI PARTECIPAZIONE*
(da presentare al Comune a mano, per posta, via fax o email)
Oggetto: 1a Manifestazione Artistica del Talento Francavillese
…. Sottoscritt…, ………………………………………………… , nat… a …………………………
e residente a ………………………………………….. in via ……………………………………… Telefono ……………………, email …………………………………………………………............
e residente a ………………………………………….. in via ……………………………………… Telefono ……………………, email …………………………………………………………............
PARTECIPERÀ
alla manifestazione di cui all’oggetto per le seguenti espressioni artistiche:
___________________________________________ con n°______ opere
___________________________________________ “______ “
___________________________________________ “ ______ “
Breve descrizione del profilo personale:
………………………………………………………………………………………………………
………………………………………………………………………………………………………
………………………………………………………………………………………………………
………………………………………………………………………………………………………
………………………………………………………………………………………………………
………………………………………………………………………………………………………
………………………………………………………………………………………………………
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………………………………………………………………………………………………………
Li, …………………………
firma
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Scarica il modulolunedì 20 gennaio 2014
Per Saverio Fortunato il libro esprime un punto di vista che ha del garbo
La rassegna di Amerigo Fiumara è un punto di vista su tutti i punti di vista che nel periodo storico dal '50 al '79 è possibile raccontare o ascoltare oggi. Il suo però è un punto di vista che ha del garbo nel porgere fatti e aneddoti raccontati senza mai urtare le idee politiche di nessuno, senza calcare la mano sul proprio senso di appartenenza partitica. Fa riflettere questa rassegna perché all'epoca tutti i giovani, anche quelli di Francavilla come Amerigo, volevano con forza cambiare il mondo e, il mondo, era diviso tra Amici e Nemici, tra Buoni da una parte e Cattivi dell'altra. Col senno del poi si potrebbe dire che è stato il mondo a cambiare chi voleva cambiarlo e, quindi, la storia ha inghiottito tutto e tutti per darci oggi un concentrato del Nulla e del vuoto mentale, Lo stile narrativo di Amrgio è garbato perché fa fare queste riflessioni senza esprimere condanne; ed è anche analitico, preciso, quando elenca con rispetto tutti i mestieri e le arti di quel periodo nel territorio di Francavalla. A chi come me non conosce Francavilla, leggendo la rassegna storica di Amerigo si ha la sensazione di conoscerla, persino di sentire l'odore di quelel zeppole, di quei dolci che le nostre mamme preparavano per il Santo Natale e che avevano la buona educazione e la sana tradizione di scambiarsi coni vicini. Oggi, la psichiatria nel DSM-V di ultima edizione ha inserito come disturbo mentale dell'uomo moderno anno 2014 la fobia del vicino di casa. I tempi sono cambiati, ma non si sa se in meglio.
Prof. Saverio Fortunato
Specialista in Criminologia Clinica
Docente Università Ludes di Lagno
domenica 19 gennaio 2014
Per Micuccio Cugliari il libro trasmette una spinta propulsiva ai giovani
Ringrazio il compagno Amerigo per avermi fatto rivivere con il suo pregevole “Il PSIUP-
Francavilla prima e dopo (’50-79)” gli anni ormai molto lontani della mia prima giovinezza,
costellati dalla partecipazione entusiasta alle prime manifestazioni socio-politiche organizzate
dai rinati partiti politici.
Quelle varie iniziative, se pur, ovviamente, diverse per contesto temporale, territoriale ed
organizzativo da quelle promosse e realizzate dai giovani di Francavilla, raccontate con profonda
passione e struggente nostalgia da Amerigo, erano, sostanzialmente, identiche nelle finalità:
promuovere “il progresso economico, culturale e politico della nostra Comunità” (come nella
dedica al libro).
Amerigo ha svolto un lavoro meritorio e prezioso: il libro trasmette una spinta propulsiva a
quei giovani (per fortuna ce ne sono ancora tanti) che credono nella forza della politica e con
entusiasmo e purezza di ideali lottano per un mondo migliore; inoltre descrive, con un linguaggio
da cronaca giornalistica, un trentennio di storia francavillese che non è entrato nella Storia, ma che
non poteva assolutamente cadere nell’oblio: è la storia straordinaria di una generazione di giovani
che non si è rassegnata all’indifferenza, alla immobilità, al conformismo, ma ha seguito una
bandiera, ha creduto in nobili ed alti ideali e, in un clima di gioiosa partecipazione, si è impegnata
a professarli e a diffonderli come ha saputo, come ha potuto, ma sempre con la schiettezza dei
sentimenti e l’entusiasmo propri dei giovani.
Il libro è un’opera che dovrebbe essere letta non solo dai giovani, ma anche dai compagni
anziani, i quali stimolati dal lavoro di Amerigo, sul suo esempio, in onore di un glorioso passato,
si accingessero a raccontare le attività sociali e politiche svolte nel proprio paese; verrebbero,
sicuramente, alla luce tante ministorie, testimonianza di esemplare dedizione alla causa del riscatto
sociale, le quali nel loro insieme formerebbero un panoramico mosaico di una ben ramificata e
radicata vitalità politica “necessaria - come afferma Giuseppe Lavorato nella prefazione - per
capire il percorso complessivo che abbiamo compiuto”.
In un periodo caratterizzato da frequenti scontri sociali e politici, che sfociavano spesso nella
violenza, sorprende piacevolmente constatare che a Francavilla gli episodi narrati si siano svolti in
un clima di tranquilla quotidianità senza momenti di tensione, mentre, al mio paese, i rapporti tra
gli avversari, salvo qualche lodevole eccezione, erano molto tesi; durante una campagna elettorale
amministrativa, per un manifesto illegalmente coperto da quello della lista avversaria, si finì in
Pretura.
È ammirevole il fervore operativo dei giovani di Francavilla; per merito loro il paese sembrava un
cantiere sempre aperto; vennero promosse tante innovative e lodevoli iniziative che coinvolsero
anche le ragazze e favorirono la nascita di diverse associazioni giovanili: il Complesso Musicale, il
Gruppo Folk, il Gruppo Teatrale, il Centro Giovanile Popolare, il Club, il Circolo Sportivo, la Pro-
Loco, il Giornalino, sempre a numero unico, che fecero di Francavilla, rispetto ai paesi limitrofi, un
piccolo centro avanzato sul piano sociale, culturale e artistico.
Ad Amerigo, che con la sua appassionata ricostruzione di eventi che hanno segnato una
generazione, mi ha fatto rivivere, con emozione, esperienze similari vissute in prima persona
durante il corso di una lunghissima, entusiasmante, intensa e gratificante militanza politica, va il
mio grazie di cuore e il mio più sincero Ad maiora semper.
Sant’Onofrio, 19 gennaio 2014
Micuccio Cugliari, già segretario della sezione comunista e vicesindaco di Sant’Onofrio
sabato 11 gennaio 2014
Per Pino Ceravolo è un ancoraggio forte ad una identità territoriale e politica
Dopo tanti anni, Amerigo restituisce il luogo del pensiero
che ha connotato la sua formazione nella dinamica indicata dal sottotitolo che
segue in copertina il nome dell’autore “ Il P.S.I.U.P. – Francavilla prima e
dopo (50-79).
Questi anni sembrano costituire gli elementi unificanti della
sua appassionata cultura sociopolitica. Amerigo
Fiumara compie un tentativo di storicizzare ricordi e nostalgie tentando di
recuperare e interpretare avvenimenti ed eventi per farli diventare riferimenti
e modelli di confronto che motivano,
impegnano ,orientano.
In tutte le pagine i francavillesi si riconosceranno in un
volto ,in un oggetto ,in un ambiente che assumeranno cosi valore di
testimonianza,documento,identità.
Il libro suscita certamente ricordi ed emozioni attraverso
raffigurazioni e rimandi ricchi di particolari e di sentimenti, ma è anche uno
strumento per momenti di aggregazione, approfondinenti e riflessioni sul com’eravamo
e perché e sul come siamo e perché.
Amerigo non ritrova solo volti e luoghi ma una storia e una
geografia,tradizioni e comportamenti di uomini positivi,la modestia, la
capacità,l’intelligenza caratterizzata da voglia di vivere ,crescere e migliorare
dei cittadini del suo paese.
Il lavoro di Amerigo suscita non solo ricordi tenerissimi per
persone e luoghi che i francavillesi conoscono e per i quali si appassionano
ancora oggi, ma è utile anche per un confronto su un discorso che riguarda
tradizione,impegno civico e principi.
L’autore restituisce a se stesso e a tanti suoi cari ed amici
una storia piena di interessi e il valore della memoria, cosi importanti in
questa prolungata fase di disorientamento e disimpegno politico.
Conosco bene Amerigo e gli sono affezionato. L’attaccamento
al suo paese ,i suoi rimandi intrisi di nostalgia e immutata passione
civile,sono un ancoraggio forte ad una identità territoriale e politica che si
è sviluppata e irrobustita negli anni e ben evidenziata sia nella prefazione di Giuseppe Lavorato sia
nella postfazione di Francesco Daniele.
Il libro si apre con brevi tratti che ancora connotano la
geografia e la toponomastica di Francavillae via via scorrono
indicazioni sulla composizione sociale del paese,le tradizioni operose e gli
spazi d’impegno,le prospettive di democrazia che si conquistavano nel circolo
ricreativo,nella camera del lavoro,nella squadra di calcio,nel centro
giovanile,nel primo giornalino,nella sezione del PSIUP “ che non fu una sezione
di partito ma un fenomeno dai risvolti socio-culturali notevoli ed ebbe come dote un apparecchio televisivo
donato da uno zio che militava nella D.C “.
E poi episodi che appartengono alla nostra storia recente
vissuti con il ritmo che solo i giovani sanno imprimere e raccontati con
giovanile entusiamo : il ’68,la contestazione,i boia chi molla,il compromesso
storico.
La mia formazione è
diversa da quella di Amerigo. Considero però positivi i tratti di forte
identità presenti nel libro che possono
essere considerati utili paradigmi rispetto alla superficialità mass-mediatica
che rende più fragili e permeabili. Il lavoro di Amerigo dimostra che dalla
passione politica seria scaturiscono
impegno sociale, ricerca e confronto culturale.
La conclusione di Francesco Daniele mi richiama un’altra
poesia di Bertolt Brech,che mi sembra utile ricordare epuò essere un contributo
alle domande che il libro inevitabilmente pone: A chi esita.
Dici: per noi va male. Il buio cresce.
Le forze scemano.
Dopo che si è lavorato tanti anni
noi siamo ora in una condizione
più difficile di quando si era appena cominciato.
Il nemico ci sta innanzi più potente che mai.
Sembra gli siano cresciute le forze.
Ha preso un’apparenza invincibile.
E noi abbiamo commesso degli errori,
non si può negarlo.
Siamo sempre di meno. Le nostre parole d’ordine sono confuse.
Una parte delle nostre parole le ha stravolte il nemico fino a renderle irriconoscibili.
Che cosa è errato, ora, falso, di quel che abbiamo detto ?
Qualcosa o tutto ?Su chi contiamo ancora ?
Siamo dei sopravvissuti,respinti via dalla corrente?
Resteremo indietro,senza comprendere
più nessuno e da nessuno compresi?
O contare sulla buona sorte? Questo tu chiedi.
Non aspettarti nessuna risposta
oltre la tua.
Le forze scemano.
Dopo che si è lavorato tanti anni
noi siamo ora in una condizione
più difficile di quando si era appena cominciato.
Il nemico ci sta innanzi più potente che mai.
Sembra gli siano cresciute le forze.
Ha preso un’apparenza invincibile.
E noi abbiamo commesso degli errori,
non si può negarlo.
Siamo sempre di meno. Le nostre parole d’ordine sono confuse.
Una parte delle nostre parole le ha stravolte il nemico fino a renderle irriconoscibili.
Che cosa è errato, ora, falso, di quel che abbiamo detto ?
Qualcosa o tutto ?Su chi contiamo ancora ?
Siamo dei sopravvissuti,respinti via dalla corrente?
Resteremo indietro,senza comprendere
più nessuno e da nessuno compresi?
O contare sulla buona sorte? Questo tu chiedi.
Non aspettarti nessuna risposta
oltre la tua.
Giuseppe Ceravolo
giovedì 2 gennaio 2014
Per Francesco Gallo il libro è una indiscutibile testimonianza
Carissimo Amerigo,
ti invio le mie brevi considerazioni sul tuo libro
caratterizzate da assoluta sincerità perché vogliono essere, in qualche modo,
un invito a continuare il tuo lavoro di recupero della nostra memoria e della
nostra identità meridionale.
Prima della lettura il titolo del tuo libro “P.S.I.U.P -. Francavilla prima e dopo (
50/79)” mi aveva fatto pensare ad una ricostruzione della storia locale
negli anni che vanno dal dopoguerra alla fine degli anni settanta attraverso
documenti, fonti e dati statistici e inserita nel contesto più ampio della
storia del Meridione e dell’Italia. Non capivo nemmeno, leggendo il titolo,
quale fosse la cesura temporale che separava il prima dal dopo.
Dopo aver letto il libro mi sono reso conto che il libro è un viaggio nella
memoria, una cronaca della vita di un paese del sud in un arco temporale
filtrato attraverso la tua esperienza
diretta, quella dei tuoi amici e dei cittadini di Francavilla, presentati con
nome e cognome, ruoli, funzioni e attività; una narrazione che ha il rimo di un racconto
corale, i cui personaggi sono tutti i cittadini del borgo; una narrazione cioè che
riporta luoghi, attori ed eventi, anche
di notevole rilievo, ma di cui non si fa un’analisi critica e non prende in considerazione, se non in pochissimi
casi, cause, interferenze o ripercussioni.
Ho capito che il limite ma nello stesso tempo il
valore del libro stavano in un’ impostazione ove fatti politici e vita sociale,
alternandosi, si incontrano ed ove le fonti sono ricordi che hanno, comunque,
il valore di una indiscutibile testimonianza.
Una storia, la tua, che voleva, forse, essere locale
ma su cui incombe una possibile chiave di lettura localistica:
- per i riferimenti a volte poco importanti dal
punto di vista della ricostruzione storica anche se poi acquistano il
significato di far entrare nella storia del paese persone umili: commovente,
per esempio, il ricordo del netturbino che “portava
i rifiuti alla discarica comunale sita alla fine di via 2° traversa, di fronte
casa Attisani”(pag 16);
- perché, in parte, si perde di vista non solo
l’incontro/scontro tra particolare e generale (un lavoro di radicamento
territoriale non consente di ignorare l’orizzonte per cui quel radicamento
acquista senso) ma anche perché un percorso storico, nel mentre individua
un’identità territoriale, non può ignorare i valori generali di riferimento;
- perché, in sostanza, si dà per scontato il quadro
generale in cui si inserisce la storia
di Francavilla di quegli anni; i pochi riferimenti occasionali, esistenti nel
testo, se possono essere sufficienti per chi quegli anni li ha vissuti, non
sono sufficienti ai giovani per farsi un’idea della realtà storica del tempo.
Ma il libro, al di là dei limiti indicati, posti probabilmente
da te stesso, se la chiave di lettura cambia, acquista un inestimabile valore:
- per te che
hai ritrovato pienamente te stesso, hai guardato dentro la tua storia mettendo
a nudo i tuoi sentimenti, il tuo senso si appartenenza, il tuo radicamento nel
territorio e nella comunità. Hai chiamato, nel nostro tempo indifferente, i tuoi
paesani alla cittadinanza attiva, hai ricordato loro di guardare indietro per
guardare meglio avanti, li hai riuniti intorno ad un tavolo e, secondo me, hai
detto loro: io ci sono stato e ci sono,
noi ci siamo stati e ci siamo ancora; E’ indubbio, infatti, che il tuo
racconto ha una forte connotazione autobiografica anche se essa si scioglie nel
tuo tenero abbraccio alla comunità nella quale hai vissuto gli anni suoi più
belli e più sofferti della tua vita;
- per i membri della comunità che si sono
riconosciuti reciprocamente nelle abitudini, nelle tradizioni, nei fatti, nelle
azioni, nei valori vissuti e nel linguaggio ricco di parole dialettali e di
risonanze nostalgiche comuni e perché, con quel racconto, insieme, sono
fuoriusciti, in qualche modo, dall’oblio;
- per i giovani, per il
quali lo studio della storia locale
dovrebbe essere un diritto e che, purtroppo,
ancora numerosi problemi ne impediscono l’insegnamento. La lettura del
tuo libro potrebbe costituire un primo
approccio concreto alla storia locale come espressione di cittadinanza
vissuta e di identità, e ai luoghi come
possibili scenari formativi non solo per la riattivazione della dialettica
memoria/oblio ma anche perché attraverso la storia del territorio essi possono
maturare uno sguardo storico più ampio;
-per i valori di democrazia e di giustizia affermati
con grande sensibilità umana e politica e convinzione;
-per la freschezza di un racconto di vita vissuta e
sofferta negli anni del secondo dopoguerra;
-per il recupero della memoria, che di per sé dilata
il tempo, in un momento come quello attuale che ci condanna ad un eterno
presente;
- per il tono pacato del racconto e per l’approccio
narrativo che rifiuta ogni retorica ed ogni moralismo e ci fa comprendere la
tua personalità caratterizzata certamente da una forte carica emotiva, da una
visione laica della vita e da una concezione politica radicale ma anche, e soprattutto, dall’esigenza di dare significato e senso alla
tua vita e a quella della tua comunità.
Un affettuoso
abbraccio
Franco Gallo
Per Franco Ciancio il libro è una storia vissuta con intensità e consapevolezza
Sant’Onofrio,
2 gennaio 2014
Caro Amerigo,
ho
letto con attenzione ed interesse il documento che mi hai consegnato: non si può
che rimanere commossi dai tuoi precisi ricordi di un passato limpido e certo,
che nelle pagine del testo cantano l’inno alla Francavilla di un tempo. L’idea
di salvare una pagina importante di storia locale e, soprattutto, di raccontare
ai posteri il Mondo in cui si è formata la tua generazione, è risultata cosa
gradita a coloro che, come me, si sono formati nelle stanze di sezioni e
circoli e sono figli della tua generazione.
In
fondo, il libro è la dimostrazione di un atto estremo di rifiuto della tendenza
che fischia l’anti ideologismo, mentre contiene un’ideologia forte e subdola
che, in pochi anni, sta deformando le numerose conquiste raggiunte con immensi
sforzi e sacrifici.
Quel
che più mi entusiasma è la tua capacità di far riflettere ed emozionare, a
costo di rendere banali le storie, che banali non sono! Spesso la storiografica
ha dimenticato di privilegiare la presenza umana: tu vai controcorrente e la
sfilza di nomi (a molti di non sconosciuti) rendono la “tua storia” una storia vera, vissuta con intensità e
consapevolezza, oggi come allora, via maestra per le future generazioni.
Scusami
se ho avuto il desiderio di mettere nero su bianco i pensieri che mi hai ispirato
la lettura del tuo libro: orami è cosa fatta e con immenso piacere te li
trasmetto, sperando di fare cosa gradita; un
affettuoso abbraccio, Franco Ciancio, già Sindaco di Sant’Onofrio e ultimo
segretario del locale circolo dei DS.
Appunti
in merito alla pubblicazione dell’ing. Amerigo Fiumara sul Psiup a Francavilla.
La
presenza dei quartieri Pendinu e Adirtu che dividevano il paese di
Francavilla, tra i poveri dell’epoca e la piccola borghesia benestante,
ricordano la separazione netta che a Sant’Onofrio regnava tra gli appartenenti
ai due circoli ricreativi: quello di Riunione (dei nobili) e l’Aurora (degli
operai e contadini); una divisione che si vedeva a vista d’occhio, anche nella
stessa piazza, dov’erano entrambi ubicati: da un lato passeggiavano quelli di
destra, dall’altro quelli di sinistra.
Nascono
le Spighe a Francavilla come pure a
Sant’Onofrio; nasce la Stella d’Argento
a Francavilla e a Sant’Onofrio si forma la Stella
Azzurra: due paesi e due storie diverse, ma con giovani accomunati dagli
stessi miti, gli stessi sogni, lo stesso linguaggio: la spiga, la stella, la
sinistra, il Psiup.
Per
me più che un ricordo personale e diretto, il Psiup ha da sempre rappresentato
l’approccio giovanile che mio padre ebbe con il paese, allorquando, rientrato
dalle Americhe, faceva i primi passi nel nostro mondo italiano del Sud, che
aveva lasciato a quindici anni: i ricordi continui dei pochi compagni che
avevano condiviso con lui quel breve percorso, i simboli e i segni, l’enorme
striscione esposto in occasione delle elezioni, i pochi documenti custoditi nel
fondo di un tiretto di un vecchio tavolo di legno, come in uno scrigno segreto si
custodiscono i ricordi più cari e indelebili.
Un
Psiup che a Sant’Onofrio non si sviluppa, forse perché imbrigliato nelle
questioni di amministrazione locale; l’unico, vero, obiettivo della sinistra
paesana sembrava appiattirsi sulla conquista del Municipio, che appariva
all’epoca la vera macchina per condurre il paese allo sviluppo più veloce.
La
nascita della lista delle Spighe a
Sant’Onofrio nel 1952 e la conquista dell’Amministrazione nel 1964
contribuirono certamente ad affievolire la visione utopica nazionale e
internazionale della locale sinistra e a disegnare quasi esclusivamente le
questioni di carattere locale. Un’Amministrazione che univa, già a metà degli
anni Sessanta, i compagni comunisti e socialisti, con l’aggiunta di importanti
pezzi di indipendenti vicino al centro, alla destra e finanche alla Chiesa.
Giovani e meno giovani che hanno dato voce e azione alle proteste e alle
aspettative di un mondo in evoluzione e di uno spirito sopito da anni di
guerre, povertà, diseguaglianze, promesse, dogmi e certezze.
I
ricordi e la militanza di Amerigo rappresentano simbolicamente l’energia
positiva che tutto il Mezzogiorno d’Italia ha saputo sprigionare in quegli anni
di intensa luce ideale, che dal dopoguerra ci ha condotti fino agli ultimi anni
del XX secolo: quell’energia fosforescente, che trasmetteva da una parte
entusiasmo e voglia di crescita e dall’altra un progetto per il futuro: di
utopie e di amore, di giustizia ed equità, che mostrava le basi forti per la
nascita di una società onesta e armoniosa.
Grazie
ad Amerigo, questa nicchia dorata di avvenimenti rimarrà scritta per sempre e
tramandata a tutti coloro che avranno il desiderio di imparare e approfondire
la nostra storia.
Oggi
le differenze che storicamente hanno caratterizzato le divisioni sociali e
ideologiche non esistono più, sono state superate: dagli eventi, dall’intervento
di alcuni protagonisti politici, dalla caduta anche fisica del muro di Berlino.
A
Sant’Onofrio, come in larga parte del territorio vibonese, alcuni muri sono
crollati e alcune storie personali sono state lasciate libere di muoversi su
alvei nuovi e diversi dagli stereotipi del passato, consegnando al presente nuova
linfa e nuovi personaggi.
Per
quanto è dato sapere, la storia non si può cambiare, rimane pesante sulle nostre
spalle e sul nostro futuro; è compito di ognuno di noi assorbire contemporaneamente
il male ed il bene e, fondendoli, riuscire ad illuminare le strade del nostro cammino.
È
favolosa l’espressione di Amerigo quando cristallizza il ricordo degli anni Sessanta come una “magica atmosfera”: un pensiero che da solo è il compendio di una
generazione felice e festosa, che sognava ed era carica di utopie: le novità
americane, le canzoni e il mangiadischi, le festicciole in casa, il
cinematografo e i fotoromanzi, la vespa, la Fiat e la corriera, che portava al mattino gli
scolari insieme ai braccianti agricoli.
Triste
ma significativa è la semplice e al contempo pesante frase di Amerigo che
diviene pietra miliare del suo libro-documentario: l’emigrazione e lo
scioglimento del Psiup hanno interrotto un periodo magico di Socialismo a
Francavilla. Così potrebbe concludersi il testo, con questa frase potremmo
concludere ogni analisi e relazione su quel momento storico; se volessimo
riprogettare un futuro imperioso e fecondo, sarà necessario riappropriarsi dei
sogni; quella volta, il sogno di quella determinata generazione è stato il
Socialismo! E come scriveva Cœlho, Amerigo e la sua generazione hanno cercato
di viverlo seguendo gli insegnamenti del proprio passato e i sogni del proprio
futuro.
Sant’Onofrio
ha avuto pochi giovani che si sono iscritti al Psiup e l’avventura è durata poco; solo qualche documento ha
lasciato la traccia di una testimonianza concreta.
La
storia politica di Sant’Onofrio è diversa da quella di Francavilla: dal 1964 in
poi (con esclusione di due esperienze del 1980 e del 2002) Sant’Onofrio è stata
amministrata da uomini di sinistra, fino all’ultima esperienza personale,
durata purtroppo solo diciotto mesi e della quale ci sarebbe tanto da dire e da
ridire; ma questa è un’altra storia!
È
bello leggere le scuse che Amerigo fa pubblicamente ai suoi compaesani (e in un
tempo lontano dai fatti e, dunque, lontano da ogni interesse), in merito ad una
frase sgarbata rivolta durante le elezioni del 1975: spero che queste scuse
facciano riflettere ogni lettore. È umano sbagliare e, a volte, dipende anche e
soprattutto dal contesto che determina l’effetto
massa; è importante, però, avere il coraggio di chiedere scusa e ricordarsi
che non è mai troppo tardi per farlo.
Ed
io ringrazio Amerigo per averlo fatto, perché mi dà l’opportunità di chiedere
anch’io scusa ai miei compaesani, per gli errori e le offese somministrati in
coscienza o accidentalmente.
Concludo,
ripensandomi quale ultimo segretario dell’unità di base dei DS di Sant’Onofrio:
non tutti sapevano che Amerigo è stato tesserato nelle file del Pci di
Sant’Onofrio, in quella sezione intitolata al carissimo e compianto compagno
Gregorio Crudo (nonno di mio suocero): uomo d’altri tempi, che ha propugnato e
sostenuto per tutta la vita il riscatto
dei più umili, per il bene della Patria e dell’Umanità e che, morto da ateo, ha
lasciato un testamento di vita vissuta, ancora oggi portata ad esempio.
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