mercoledì 11 settembre 2013

Un documento d’una stagione politica e sociale di bell’impegno di Alfredo Barbina

Francavilla Ang., 11 Agosto 2013
(San Foca Martire)
Caro Amerigo,
grazie della copia della tua pubblicazione (Il P.S.I.U.P. – Francavilla prima e dopo “50-“79), di cui gentilmente hai voluto farmi dono. E poi…proprio il giorno di San Foca; e…nella assolata piazza Solari! Tempi e scenari che un francavillese di non corta memoria – come sono io – non possono che destare lo “stordimento” dei ricordi, e con essi quello delle emozioni.
Ho letto attentamente…E mi va da concludere che la tua “fatica”getta luce all’incirca, completandola, su un periodo della storia della nostra piccola patria dal finire degli anni “50 alla fine degli anni settanta.
Primo tempo (quello tra guerra e primo dopoguerra); secondo tempo ( anni Cinquanta – anni Sessanta) ; terzo tempo (anni Sessanta – fine anni Settanta).
Pertanto – scusami – la parentesi esplicativa del titolo della tua pubblicazione mi lascia alquanto perplesso….
Con la tua fatica gli storici locali di domani disporranno d’una vera trilogia che rende “privilegiato” il nostro paese nel rendere ai posteri fonti e documenti. Per la prima fase ( tra guerra e dopoguerra) ci sono delle pagine del mio volume (Un Francavillese del Piano di Brossi); per il successivo ci sono quelle di Lorenzo Malta, nel secondo suo impegno di storico locale. A seguire (parlo sempre di pagine registranti stato sociale e vicende politiche) c’è ora la tua opera.
Che è ricca di “fatti” e date e testimonianze. Persino “minute”; ma che non si fa sfuggire la notazione di costume o quella sul sentimento del tempo (come avrebbe detto Ungaretti).
Un appunto, del tutto formale, e che tu farai bene a non prendere in considerazione: Hai voluto calcare la mano – troppo – sul dato ideologico (vedi copertina; prefazione; post-fazione) che incornicia, dividendolo, il vero contenuto del libro. Che è un “documento” – ripeto – d’una stagione politica e sociale di bell’impegno…E di cui non c’è che da ringraziarti…
Quei tempi che tu descrivi confermano la fase di “sgretolamento” sociale della nostra piccola comunità. Tanto per citare: Ciccio Michienzi negli U.S.A., io a Roma, due fratelli Ruperto a Roma, Foca Pallone in Sardegna, tuo zio Armando preso dalle sue iniziative industriali, Peppino Pallone a Salerno, Armando Mannacio a Milano, Achille Malta (di cui ho un ricordo amaro e bello di quando sono andato a trovarlo all’ospedale Umberto I a Roma). Tanto per citare, cui c’è da aggiungere la scomparsa di alcuni protagonisti del mondo d’ una volta: arciprete Caria; dottor Gulli; dottor Servelli…E poi… giovani che si aprivano al futuro; avviati agli studi universitari e quindi sparsi per l’Italia. Senza dire del flusso migratorio…verso terre assai lontane! (Persino l’Australia).
Scusami questo affollare di dati e considerazioni, e tante altre lascio nella penna.
Solo: grazie della dedica che hai voluto indirizzarmi. Espressioni, le tue, che non possono non lusingarmi… ma alle quali solo potrei aggiungere Humanitas: quel sentire che mi viene dalle radici familiari e anche da quel fondo di paesanità cui sono rimasto fedele.
cordiali, vivi saluti per te e per i tuoi cari
Alfredo Barbina






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