Il merito principale di questo libretto, scritto in uno
stile molto semplice e disadorno, consiste proprio nella intenzione da cui
muove: il desiderio di recuperare tradizioni, abitudini,valori di un
microcosmo, una piccola comunità composta da gente semplice, attiva, solidale,
dalla vita sobria e modesta.
Questa “Operazione Nostalgia” risulta particolarmente
efficace nella parte iniziale, dove l’autore rievoca con partecipazione e
spesso con tenerezza la sua infanzia, i genitori, i compagni di gioco e le loro
monellerie,la scuola, i suoi maestri.
In questo ritratto balzano vivi i volti che la forbice del
tempo, per usare una espressione montaliana, non ha reciso.
Così mi è apparso commovente il ricordo di un gruppo di
giovani che si raccolgono attorno ad un partito politico, animati dalla fede,
dalla passione, dalla speranza che allora erano indispensabili per fare
politica.
In questo ritratto ci ritroviamo un pò tutti, noi che non
siamo più giovani e che abbiamo creduto nella possibilità di migliorare il mondo,
oggi svanita.
Il libro, nel suo tentativo di ripercorrere il percorso
storico del suo paese, cade però, talvolta, nella statistica, con lunghi ed
aridi elenchi di nomi, attività, professioni.
Certo, se l’autore avesse avuto più frecce al suo arco e maggiore
disposizione letteraria, avrebbe potuto, come hanno fatto tanti altri scrittori
della sua terra, utilizzare i suoi ricordi e l’amore per il suo paese, per dare
vita ad un’opera di più ampio respiro, ad un vero romanzo corale.
Nonostante i suoi limiti, bisogna ritenere decisamente
apprezzabile il tentativo dell’autore di creare per le nuove generazioni, così
disincantate e povere di valori, un legame con il passato , perché solo dal
passato e da un vero rapporto con le proprie radici, può nascere il futuro.
ERMINIA RIZZO
Nessun commento :
Posta un commento