Vita, eventi, storie di un piccolo paese come ve ne sono tanti in Calabria con la fanciullezza fatta di giochi semplici e in cui il rapporto umano intenso e vivo era l'emozione più forte e la prima costruzione del proprio percorso formativo.
Un libro scritto da Amerigo con puntigliosa precisione.
Nomi, posti, persone, situazioni sono descritti, relazionati e analizzati minuziosamente. Il desiderio di non dimenticare nessuno, la voglia di rendere al paese e a ogni suo abitante il posto d'onore che gli spetta sono il solco in cui si incanala il libro.
Amerigo vuole ricordare ogni persona che ha incontrato, ogni amico con cui ha giocato, ogni persona che poco o molto ha contribuito a modificare la sua vita e che gli ha permesso di essere l'uomo generoso che è sia in politica che nella vita reale.
Il titolo del libro ci porta fuori strada. Viene da pensare che si parli di strategie politiche o che si voglia indagare su un periodo controverso della sinistra italiana. Io credo che il PSIUP fosse per Amerigo il sogno di essere in prima persona artefice del suo futuro e del futuro della comunità.
Un desiderio profondo di cambiamento e nello stesso tempo di giustizia sociale. Il periodo che va dal 1964 in poi è costellato dalla nascita della contestazione giovanile che coinvolge sia l'America sia l'Europa. I giovani sentono che il futuro appartiene loro e che la società necessita di essere cambiata nel senso dei loro ideali. Ideali di libertà e di equità sociale.
Amerigo ricorda quei giorni eroici in cui la storia è passata anche da Francavilla scuotendola dal placido torpore di paese bucolico fatto di gente onesta e gran lavoratrice, modificando gli equilibri politici che fino allora avevano governato la comunità. PSIUP per Amerigo era cambiamento, era la tensione etica del nuovo contro il vecchio, era la giustizia contro l'ingiustizia, era essere con gli sfruttati della terra contro i potenti che opprimevano il popolo.
Un'alta chiave di lettura de "Il P.S.I.U.P.-Francavilla prima e dopo ('50-79)" è il desiderio di ricordare con puntiglio tutti i suoi amici e tutte le persone che ha incontrato a Francavilla. E' il desiderio di rendere un atto d'amore al paese natale e ai suoi abitanti. E' un modo di tornare nel grembo della madre per dirle quanto l'ama e quanto le è grata di avergli dato la vita. Francavilla, nonostante Amerigo abbia lavorato in posti molto diversi, rimane l'isola felice della fanciullezza e della prima gioventù. Resta il sogno degli ideali intatti, integri, senza compromessi; resta il sogno di cambiare il mondo senza le delusioni che la vita di adulto ci insegna ad accettare. Resta la visione cristallina di un mondo idealmente giusto.
Franco Mellea
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