martedì 27 maggio 2014

Per Roberto Ferrari: "offre una visione complessiva di Francavilla"

Uno, dieci, tanti PSIUP

Ci vuole passione vera per scrivere del Partito Socialista Italiano di Unita’ Proletaria, la stessa che ha Amerigo Fiumara. Una sorta di rimozione, di inspiegabile condanna all’oblio ha cancellato per lungo tempo – troppo – ogni serio studio su questo partito di cui ricorre quest’anno il 50º della fondazione. Solo in tempi recentissimi sono apparsi alcuni lavori che hanno finalmente contribuito a far luce sulla sua storia dimenticata. Alti dirigenti dello stesso PSIUP hanno a lungo dimostrato una sconcertante ritrosia a parlare delle vicende del loro partito, come se il PSIUP fosse essenzialmente una stizzosa anomalia, una bizzarria transitoria priva di spessore politico e sociale, un’appendice a storie piu’ importanti scritte da altri soggetti politici.

Il PSIUP, nella sua breve esistenza politca 1964-1972 e nella sue moltepli sfaccettature ideologiche ed organizzative  (non fu mai un partito monolitico e centralista come il PCI) ha saputo parlare di auto-organizzazione, di controllo operaio, di contro-poteri alternativi, di anticapitalismo, anticipando, intercettando e dando voce alla ribellione del ’68. Fornendo risposte efficaci e lungimiranti che ancora oggi – in tempi enormemente mutati - possiedono efficacia e capacita´seduttiva.

Rodolfo Morandi – principale referente ideologico - diceva che il partito diventava ·”altro”· nel fuoco della lotta di classe, assumendo forme e contenuti nuovi di immediatezza di classe.  Nello stesso modo il vecchio PSIUP e’ svanito combattendo nel 1972 per ripresentarsi sotto altre vesti nei mille rivoli delle nuove insorgenze.


Il lavoro di Amerigo Fiumara contribuisce ad aggiungere un tassello importante alla consocenza del PSIUP. Leggendo le pagine del suo libro si viene a sapere come il PSIUP si sia sviluppato in una realta’ geopolitica lontana dai centri di potere tradizionali. Una periferia dell’”impero” dove giovani pieni di entusiasmo e meno giovani impegnati e colti hanno dato vita ad una realta’politica alternativa e dinamica. Con precisione e con un linguaggio sciolto e appassionante, l’autore offre una visione complessiva  di Francavilla e delle sue .dinamiche umane, politche e sociali che coprono un trentennio di vita del territorio.

C’e’ da augurarsi che altri seguano l’esempio di Fiumara e che nuovi studiosi, in nuovi territori, contribuiscano presto a scrivere altre pagine della vita del PSIUP.

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